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Questo numero di Contrappunto si apre con l’omaggio a Giovanni Hautmann, scomparso lo scorso ottobre; nella sua commemorazione, Antonio Suman ne sottolinea la centralità teorica nella psicoanalisi italiana, descrivendo al contempo l’apporto fondamentale che Hautmann ha dato, nel corso di molti anni, alla formazione personale di lui stesso, ma anche di tutti i soci dell’AFPP. Il significato fondamentale del suo contributo era stato del resto già ricordato nel numero precedente di Contrappunto, che riproponeva a tale proposito l’Editoriale del numero 0. 

Questo intento di un “ritorno alle origini” della nostra vicenda editoriale ha ispirato la prima parte del numero 56, in cui prosegue la celebrazione dei trenta anni di attività di Contrappunto, con la pubblicazione di alcune “memorie” dei primi redattori; attraverso questi resoconti si ripercorre, con affetto e partecipazione, la storia della nascita e crescita della rivista, ma al contempo si recuperano i presupposti di una più chiara definizione della identità della psicoterapia psicoanalitica; emerge il forte legame che i fondatori mantengono con Contrappunto e il valore dell’eredità che sentono di voler trasmettere. A seguire, un ampio spazio è dedicato alla raccolta dei principali contributi presentati durante la giornata dedicata a “Integrazione e spazio clinico: Winnicott oggi” (che ha avuto luogo a Prato il 23 settembre 2017, grazie all’impegno organizzativo congiunto dell’AFPP, del Centro Psicoanalitico Fiorentino, del CSMH, della SIPP e della Fondazione Santa Rita), in occasione della pubblicazione della raccolta delle opere complete di Winnicott (The Collected Works of D.W. Winnicott). Si è trattato di un evento significativo, in quanto era la prima volta che in Italia venivano presentati e discussi i lavori di alcuni dei principali curatori delle opere winnicottiane; siamo lieti pertanto di poter proporre qui il paper di L. Caldwell (Le opere di Winnicott. Una cornice per la ricerca futura), la relazione di V. Bonaminio (Notare, capire e interpretare) e quella di M. Armellini sulle consultazioni terapeutiche (Squiggles, il cantiere dell’integrazione). Un altro relatore, P. Fabozzi, ci ha poi messo a disposizione un suo testo inedito (La natura dell’interpretazione psicoanalitica in adolescenza. Riflessioni teorico-cliniche a partire dal contributo di D.W. Winnicott). Infine proponiamo una sintesi, a cura di C. Casarosa, della relazione presentata da A. Ferruta (My latest brain-child), nella stessa occasione. Nella sezione Congressi e Convegni sono riportati il resoconto e il commento di A. Lumachi alla relazione presentata da U. Galimberti sulla figura attuale dello psicoterapeuta, in occasione della “giornata di orientamento”, organizzata dall’Ordine degli Psicologi della Toscana nel 2017. Il numero si conclude con il riferimento a tre diversi lavori, densi di stimoli e spunti di riflessione: due accurate recensioni – la prima su Violazioni del setting di G.O. Gabbard, l’altra su Le otto montagne di P. Cognetti – e una segnalazione di Pensieri di uno psicoanalista irriverente di A. Ferro. Chiude il numero il consueto Notiziario dell’Associazione.

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