Maurizio Ciato. L’Io Diviso.

Mostre & MuseiRubrica "Associamo"

Maurizio Ciato. L’Io Diviso.

 
“L’Io Diviso”. Mostra di Maurizio Ciato

Dal 3 al 26 aprile le Scuderie di Palazzo Moroni di Padova, ospitano la mostra gratuita di Maurizio Ciato: “L’io diviso”.
La mostra è stata realizzata con il sostegno dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova e ha il patrocinio della Fondazione Milcovich – Centro di Riabilitazione Malattie Neuromuscolari – e ASLA – Associazione Sclerosi Laterale Amiotrofica.

Recensione a cura di Giorgia Rosamaria Gammino

tempo di lettura 2 minuti

Il titolo della mostra riprende volutamente quello del saggio (1959) dedicato alla schizofrenia
dello psichiatra e filosofo scozzese Ronald Laing. Per Laing la schizofrenia era una condizione ontologica che era propria dello schizofrenico, ma anche dell’umanità e, nello specifico, della nostra intera società.
La mostra è divisa in più parti. La prima raccoglie diversi disegni senza titoli su fragilissima carta velina, raffiguranti corpi manomessi, pezzi di corpi e animali, principalmente in bianco, nero e talvolta rosso. “Pezzi” di corpo esterno e soggetti apparentemente incompleti ma “definitivi nell’emozione” (Ciato, 2026). È infatti un percorso intenso e drammatico, in cui l’angoscia arriva ad essere palpabile nello spazio. Ad arrivare al visitatore non è solo la maniera cruda e immediata di rappresentare l’interruzione del soggetto, ma la scissione e la frammentazione dell’Io, che in alcuni casi può diventare malattia psichica. È in particolare nelle opere che ritraggono volti neri e scuri o chiarissimi ma senza occhi che le associazioni riportano a quell’essere dentro la propria mente che è talvolta sogno e libertà, talvolta incubo, prigione, separazione e isolamento dall’”altro”. È una rappresentazione dell’essere umano tutto nelle similitudini della sua variopinta emotività e vita psichica interna, non solo l’essere umano “schizofrenico” e fuori dalla norma. La “norma” e la “normalità” sono sicurezze ma “alienano la complessità” perché “l’uomo specchia la verità ma non è la verità”, come si legge nella brochure dell’autore messa a disposizione al visitatore.
Una seconda parte, rappresenta figure più intere e colorate, ma comunque oniriche, seppur dai colori più pieni. Una terza, infine, utilizza il dispositivo dell’arte grafica digitale per provare a sintetizzare e raccogliere con forme, parole, musiche e colori le vite di una trentina di personaggi come Turing, Oppenheimer, Matteotti, Van Gogh, una madre di Gaza, Lucy, Giordano Bruno… Brevi video “micro-biografici” proiettati su una tv, con solo una sedia per un unico individuale posto davanti, dedicati a figure più o meno celebri. Esseri umani che nella loro diversità ed eterogenea complessità hanno contribuito alla nostra società, non sempre essendo acclamati e accolti positivamente dalla popolazione del loro tempo.
Maurizio Ciato usa una poliedricità di forme e dispositivi e adesso, nelle limitazioni di una patologia che separa sempre più il corpo dalla mente, atrofizzandone le funzioni motorie, sperimenta altre forme artistiche ed altri tratti, a rappresentazione della poliedricità dello stesso essere umano.

Bibliografia:
Laing, R. D. (1959). The divided Self, Tavistock publications Ltd, London. Trad. it. Mezzacapa, D., “L’io diviso. Studio di psichiatria esistenziale”, Torino, Einaudi, 1959.