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Il numero 27 propone due articoli clinici che danno un approfondito contributo tecnico e teorico in campo psicoterapeutico e altri due nuovi nel loro genere: la cornice -quella istituzionale- evidenzia problematiche la cui soluzione ha stimolato riflessioni di natura psicoanalitica applicate a situazioni particolarmente difficili da trattare (la tossicodipendenza) o che tenderebbero ad appiattirsi e ridursi dentro una connotazione troppo marcatamente sociologica per le loro caratteristiche di deviazione dalla norma.
L’articolo di Rosella Sandri, approfondisce i temi della costruzione dello spazio psichico nel bambino, del passaggio “dallo spazio del corpo allo spazio mentale”, utilizzando gli importanti apporti teoretici di Esther Bick e di Geneviève Haag e attingendo alla sua vasta esperienza come conduttrice di gruppi di Infant Observation e come psicoterapeuta anche con pazienti adulti. L’autrice evidenzia, tra l’altro, la funzione di “quadro psichico contenitore” del viso della madre, il ruolo dello sguardo come mezzo di costruzione psichica, il legame tra la costruzione dello spazio nel bambino e la conquista della verticalità. La Sandri, seguendo Geneviève Haag (cf. Le identificazioni precoci nella formazione dell’ Io corporeo, Contrappunto13) collega poi alla conquista della posizione eretta e alla deambulazione una differenziazione della parte alta dalla parte bassa del corpo, una scissione orizzontale: “la parte alta ha i pensieri, la parte bassa è il luogo dove sono situate le zone erogene sessuali e anali, probabilmente ancora confuse”. L’autrice infine coglie negli spazi concreti della casa, nelle loro trasformazioni, importanti significati e segnali di cambiamento che si verificano nello spazio psichico interno del bambino e dell’adulto.
Rosella Sandri è la corrispondente estera dal Belgio per Contrappunto Contrappunto, è la seconda volta che viene a fare un seminario all’AFPP. Un altro suo contributo è apparso nel numero 15 di Contrappunto. Il presente articolo, che ha costituito il testo di un seminario che la Sandri ha tenuto recentemente per l’A.F.P.P., riporta brani tratti dal suo ultimo libro (segnalato su Contrappunto lo scorso numero) che sarà tra breve pubblicato in Italia.
Di taglio specificamente psicoterapeutico è il lavoro di Antonino Brignone che esplora il costituirsi e lo svilupparsi del rapporto paziente-terapeuta in una psicoterapia psicoanalitica monosettimanale osservandone i segnali soprattutto nei sogni raccontati via via dal paziente. Viene così esaminato come si possa sviluppare, anche in questo tipo di setting, una relazione terapeutica e le emozioni trasferali ad essa sottese. Il sogno acquisisce così il particolare significato di “segnale relazionale”. Oltre a proporre una riflessione sul lavoro psicoterapeutico once a week, l’articolo riprende il tema del sogno e della costruzione del significato onirico facendo idealmente seguito ad uno precedente di Carlo Chiarugi che proponeva l’uso del sogno, lavorando con pazienti che presentano disturbi somato-psichici, come “tramite” verso una più evoluta esperienza interiore (Contrappunto 26).
Nel loro dettagliato articolo, Linda Root Fortini e Marzia Ganucci Cancellieri presentano una loro esperienza nel Centro Diurno Il Cannocchiale. In questo Centro si è venuta elaborando, nell’arco di suoi ben quindici anni di attività, con il supporto finanziario e la consulenza tecnica e clinica del Dipartimento delle Dipendenze dell’A.S.L. 10 di Firenze, un programma psicoterapeutico e socio-riabilitativo che rappresenta una innovazione rispetto alla scelta dei programmi delle Comunità Terapeutiche, scelta che è stata prevalente negli anni passati. Attività centrale del programma è la realizzazione di un video film, che costituisce -come riflettono e documentano le due Autrici- una modalità particolarmente adatta a far avvicinare quel tipo di pazienti al loro mondo interno, nel tentativo di avviare un processo di integrazione delle varie parti della loro personalità. 
Nell’articolo, corredato dalla esemplificazione di due casi clinici, è particolarmente curata la descrizione della complessa situazione psicopatologica del paziente con patologia da addiction. Ricordiamo a questo proposito che Linda Root Fortini ha già fornito vari contributi in questa rivista sulle difficoltà di trattamento di questo tipo di pazienti (Contrappunto 1 e 16).
La rubrica Ritagli ospita un contributo della psicoterapeuta inglese Judith Edwards su come affrontare, secondo una prospettiva psicoanalitica, le problematiche che comporta il vivere in una famiglia con un solo genitore. Realtà -questa- in continua crescita, anche in Italia. La Edwards, in base alla propria lunga esperienza di lavoro nei servizi psichiatrici infantili e nei consultori familiari, osserva che, anche se è notevole il numero di bambini segnalati e/o trattati che provengono da un solo genitore, questa condizione non è di per sé potenzialmente più patologica di quella della famiglia nucleare, che può essere suscettibile di idealizzazione a livello concettuale. Quello che è di importanza fondamentale, per raggiungere un’integrazione della propria ambivalenza pulsionale e poter crescere e separarsi senza negazioni onnipotenti, è il poter fare esperienza, anche attraverso gli sforzi del genitore solo e di altre figure di riferimento (famiglia allargata, partners del genitore, sostegno psicologico al genitore ecc.) di una idea di triangolarità e di dipendenza dai genitori, cioè potendo riconoscere, facendo riferimento a R.Money-Kyrle, i “fatti della vita”.
Per quanto riguarda le altre rubriche, vengono segnalati i libri di due autori fiorentini. Ricca, precisa e ben documenta ma anche scritta “con passione” è la recensione di Vittorio Biotti ai due volumi che raccolgono gli scritti recenti di Giovanni Hautmann, uno psicoanalista cui l’A.F.P.P. è particolarmente “debitrice” (parafrasando il titolo di uno dei due libri in questione), per la sua conduzione pluriennale di seminari di supervisione. Roberta Pisa recensisce un piccolo volume, chiaro e spiritoso, “volutamente semplice” del collega e amico Giangaetano Bartolomei.
Giuliana Borsellini riprende il tema della trasmissione psichica all’interno della famiglia e della genitorialità segnalando il recente congresso su questo tema tenutosi a Lione; Giuseppina Berio ci offre un partecipato “racconto” del IV Convegno di Psicoterapia dell’Adolescenza sullo scottante tema della violenza.
Concludono il numero le Segnalazioni bibliografiche e il consueto Notiziario dell’Associazione.

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