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Presentazione n.39

Contrappunto si configura anche in questo numero come miscellanea di con-tributi, che attengono a tematiche teoriche e cliniche variegate e a resoconti-riflessioni sia di autori conosciuti, che di colleghi più “giovani” dell’AFPP; la scelta di accogliere i loro lavori corrisponde del resto all’intento di “allarga-mento” e condivisione gruppale che anima la nostra Associazione.
Apre il Numero 39 la prima parte di un articolo di Jeanne Magagna “Lo sviluppo della capacità di pensare in una giovane paziente con disturbi del comportamento alimentare”, che deriva dal paper presentato da Magagna in Occasione di un Seminario fiorentino del 2006; la collega inglese ci descrive, passo per passo, con la consueta precisione e passione, il processo di presa in carico psicoterapeutico di Marie, una dodicenne con anoressia nervosa. Le approfondite riflessioni sul transfert della ragazza e sul proprio controtransfert ruotano intorno alla imprescindibile necessità di ascoltare in modo sintonico e profondo tutto ciò che viene sperimentato internamente dalla giovane paziente, oltre che dalla terapeuta stessa. Una tale esplorazione, sostenuta da un sincero desiderio di conoscenza della realtà interna della paziente, può portare alla riat-tiva/ione di processi di pensiero – intesi come capacità di “pensarsi” e di “pen-sine”- da parte di giovani pazienti con disturbi del comportamento alimentare. In questo senso il percorso è denso di note suggestive per quanto riguarda il resoconto della cura, la parte teorico-metodologica, la descrizione della vita Onirica e della trasformazione della struttura psichica interna, resa possibile appunto dalla funzione mentalizzante della terapeuta. La seconda parte del lavoro di Magagna – tesa ad approfondire ulteriormente l’evoluzione transferale/controtransferale – verrà pubblicata nel prossimo numero. Ci è sembrato opportuno rendere ancora una volta un tributo alla memoria di Antonino Brignone, pubblicando il suo articolo “La patologia borderline e i disturbi della genitorialità il quale viene proposto suddiviso in due parti, così come originariamente fu presentato in un ciclo di seminari sulla patologia bor-derline, svoltisi qualche anno fa. La prima parte riguarda il paziente affetto da patologia borderline, la seconda la famiglia del paziente borderline. In questo numero Brignone, dopo aver illustrato le principali teorie sulla patologia bor-derline (genetica e ambientale), fa suo l’approccio di Correale, che integra la psicologia del Sé con alcuni aspetti della teoria delle relazioni oggettuali, sotto-lineando come da diverse teorie derivino diverse modalità di trattamento dei pazienti. Seguendo i suggerimenti di Correale, Brignone esplora le tre compo-nenti psicopatologiche di base della patologia borderline: deprivazione, devita-lizzazione e dissociazione, ricollegandole ai diversi tipi di disturbo nella rela-zione con le figure di attaccamento. Il disturbo può essere legato alla percezio-ne da parte del bambino di aspetti ostili della madre, di freddezza e distanza, di “utilizzazione” da parte dei genitori. Nei casi più gravi il paziente borderline ha subito l’imprevedibilità e l’impulsività genitoriale, tradottasi in vere e proprie violenze fisiche o sessuali. Quando il paziente borderline si trova ad affrontare una situazione spiacevole che non ha saputo fronteggiare in passato, tende a ripetere un copione che si attiva ogni volta che egli entra nell’area traumatica. Occorre pertanto una grande cautela da parte del terapeuta per non sollecitare con i suoi interventi questa area; una grande cautela è necessaria anche con i sintomi dei pazienti: i sintomi non sono soltanto da combattere, ma esprimono la tipologia dell’angoscia; se da un lato essi ci mettono sulle tracce dell’area traumatica del paziente, dall’altro possiamo pensarli e rispettarli come un ten-tativo di “autoriparazione”.
Nella rubrica Ritagli, Gabriela Gabriellini ci narra, da un vertice psicoana-litico e con le parole appassionate dei due protagonisti, l’amore fatale di Francoise Gillot e Pablo Picasso. Al tempo del loro incontro Francoise è una donna giovanissima, maltrattata dal padre a causa delle sue aspirazioni artisti-che e vitali; lo sguardo di Picasso le dà un senso di esistenza e la libera da un involucro che la racchiudeva; l’anziano pittore, da parte sua, trova in lei una immagine interna di donna da tenere tutta per sé e che lo mantiene in contatto con la sua giovinezza. Sembra esserci tra loro un “rispecchiamento” reciproco, un reciproco bisogno di stare insieme nel tentativo di concretizzare un ideale di fusione, anche se Francoise ha la percezione di un’attrazione pericolosa, di come l’involucro narcisistico di coppia potrebbe nuovamente soffocare la sua identità. Il loro legame acquista sempre più il carattere di perversione relazio-nale, dove ciascuno dei due è indotto ad assumere il ruolo assegnatogli dall’al-tro. Da un vertice transgenerazionale, Gabriellini individua il posto occupato da Picasso all’interno della sua storia familiare: il luogo del maschio idealizzato, lasciato vuoto dal nonno materno, di cui Picasso prese il cognome abbando-nando quello paterno. Pablo si identifica con un Io ideale familiare: un pittore geniale e di successo; ma, vampirizzato dalle richieste familiari, in una sorta di difesa, vampirizza i legami con le sue donne ed i suoi amici. Francoise, che la condizione di solitudine aveva avvicinato a Picasso e che si era consacrata ad alleviare la solitudine narcisistica di lui, ritrova finalmente la sua propria soli-tudine; la giovane donna si risveglia dall’abbraccio del “Minotauro” e trova la forza di separarsi dal pittore e affrontare un esperienza di perdita e di lutto, per cercare la sua vita che sente “come un piccolo grumo di fragile robustezza nascosto e segreto dentro di sé.” Uno spazio consistente è dedicato questa volta ai resoconti di Congressi e Convegni, a cui alcuni di noi hanno partecipato, e che hanno attivato un parti-colare interesse sia per la qualità delle tematiche dibattute che per l’elevato livello delle relazioni presentate Luigia Cresti intende, con il suo report dettagliato sui lavori della Fifth Conference of the Child and Adolescent Section of the E.F.P.P., svoltosi a Mulino, rendere i lettori partecipi del fermento di idee e spunti stimolanti che ruotavano intorno al tema Actual Parents-Inner Parents (Genitori reali/esterni – Genitori interni). Ci propone pertanto una panoramica generale del Congresso, offrendo una sintesi dei lavori principali presentati, sia nelle relazioni magistra-li che negli workshops, i quali hanno offerto un ventaglio vario ed articolato delle problematiche incontrate negli interventi terapeutici con bambini e adole-scenti e/o con i loro genitori. Le esperienze riportate si riferivano infatti a moda-lità varie di trattamento (simultaneo, separato o congiunto); accanto a problemi di tecnica relativi a casi di terapia infantile individuale, alcuni contributi entra-vano in merito al trattamento dei genitori, individuale o di coppia, e agli effetti che esso può avere sull’evoluzione dei figli, ma anche alle “ricadute” che i trau-matismi parentali comportano nello psichismo infantile. Di notevole interesse e attualità sono risultati gli workshops dedicati ai problemi dell'”accesso alla genitorialità”: in essi sono state affrontate, ad esempio, le complesse implica-zioni emozionali in alcune situazioni in cui il concepimento è reso particolar-mente dillicilc o nei casi in cui si ricorre, magari insistentemente e pertinace-mente, all’inseminazione artificiale: ci è sembrata quindi molto pertinente e affascinante l’indagine sulle motivazioni profonde che spesso sottostanno a tali pratiche di “concepimento forzato” e sul rischio che esse possano attivare modalità di funzionamento al limite della patologia.
Seguendo una modalità non abituale, proponiamo il resoconto di Vittorio Vandelli, sul Convegno veneziano “Oltre le barriere autistiche – La compren-sione e la cura”, il quale ci propone un’ulteriore sintesi e “rivisitazione” dei principali contributi teorici presentati al “III International Conference Frances Tustin Memorial Trust”, su cui già ci aveva riferito Fiorella Monti nel Numero 38; l’articolo si configura come contributo personale ad una tematica di rile-vante interesse – la comprensione e la cura dell’Autismo -, contenendo anche un’eco emozionale dell’esperienza congressuale complessiva.
Abbiamo accolto volentieri anche il resoconto sul VII Convegno Nazionale di Psicoterapia dell’Adolescenza, propostoci dall’allieva Alessandra Paionni, che riferisce in maniera precisa e articolata i contributi presentati a Milano, tesi ad arricchire la comprensione delle peculiarità psicodinamiche della delicata transizione dall’adolescenza all’età adulta.
Molto ricca è anche la sezione dedicata alle Recensioni: quella di Giuseppe Hautmann, configurandosi come vero e proprio articolo, condensa in maniera approfondita le idee di alcuni Autori statunitensi – E.L. Greene e J.Stine – su un tema di indubbio interesse nel dibattito psicoanalitico, il contributo che l’anali-si delle metafore del paziente può spesso apportare al processo analitico.
Viene poi commentato da Cristina Pratesi il libro, ricco e denso di stimoli conoscitivi ed emozionali, in cui la collega Donatella Paggetti affronta le mol-teplici problematiche connesse alla sua esperienza di Psicologa dell’Oncologia pediatrica: un testo coinvolgente in cui l’Autrice intreccia costantemente la teo-ria con il racconto delle sue esperienze dirette, gli strumenti derivati dal model-lo teorico con la realtà del “fare” psicologico quotidiano in situazioni limite, come quella della malattia tumorale dell’infanzia e dell’adolescenza.
Sandra Maestro presenta infine il libro “Fratelli e sorelle coetanei”, scrit-to a quattro mani da Linda Root Fortini e Laura Mori: l’inusuale resoconto di una ricerca sullo sviluppo dei primi anni di vita di un gruppo di 6 gemelli, svol-ta attraverso un particolare adattamento del metodo dell’Infant Observation, e del loro successivo follow-up a distanza di 15 anni.
é infine riportata anche una Segnalazione bibliografica su un “diario mani-comiale” di G Antonucci, che è stato proposto alla nostra attenzione.
Il consueto Notiziario dell’Associazione offre infine uno schema sintetico dei più recenti Seminari organizzati dall’A.F.P.P e dei progetti di incontri scien-tifici per i mesi futuri.

Questo numero è stato curato da Luigia Cresti, Vittorio Biotti, Antonella Lumachi e Laura Scarpellini.