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Presentazione n.29

Il numero 29 di Contrappunto si apre con due preziosi contributi di autori stranieri. Joyce Mc Dougall ci fa capire come l’acquisire una identità sessuale definita sia traumatico e costringa gli esseri umani ad un’eterna ricerca di soluzioni. In tal senso la visione di soluzioni “perverse” come antitetiche alla norma (a parte predilezioni sessuali quali la pedofilia, la necrofilia e la violenza sessuale in genere) non pare più sostenibile.

Francisco Palacio Espasa invece ci inoltra nella visione del dolore psichico come generatore di segnali di richiamo all’oggetto materno. In tal senso anche il tema depressivo è visto come un estremo tentativo di recupero del contatto e del rapporto protettivo con la madre.

Pubblichiamo volentieri il breve scritto di Chiara Cassese e di Cristina Pratesi che ci è sembrato dotato di estrema attualità. Infatti, in questo momento in cui le vicende politico sociali producono una angoscia così grande in tutti noi, è interessante vedere il risvolto “osservativo” di culture diverse che si incontrano ed a volte si scontrano.

Per la consueta rubrica Ritagli, Sandro Candreva traduce alcuni brani di scritti che Fenichel aveva preparato per un uso “casalingo”. In questi pezzi Fenichel riflette sulla tecnica analitica, fa paragoni fra varie posizioni, quella di Freud, quella di Reich, la sua. Ne vengono fuori aspetti ancora oggi attuali, molto interessanti. Ma hanno soprattutto il merito, come dice Candreva di portare il confronto “non sul piano dell’ideologia, ma su quello della prassi analitica”.

Corrado D’Agostini ci porta un ricordo della figura dello scomparso maestro Sinopoli , che nella sua poliedricità ha pure diversi punti di contatto con la psicoanalisi.

E’ particolarmente rassicurante per la vitalità della nostra associazione recensire in questo numero due libri scritti da alcune di noi. Il primo che introduce al lavoro ed al pensiero di Meltzer, uno dei nostri “padri” che ha contribuito al nascere ed allo sviluppo del nostro gruppo, è scritto da Silvia Fano, nostra attuale presidente, e il secondo, che raccoglie i risultati più interessanti del convegno sull’Infant Observation tenutosi a Firenze qualche anno fa, è stato curato da Luigia Cresti, Cristina Pratesi insieme a P. Farneti. Ci sono inoltre altri due libri recensiti: il primo riguarda l’interessante lavoro di un gruppo romano che affronta le frontiere più estreme del metodo osservativo rivolgendolo ai neonati nati pretermine, l’ultimo invece riguarda gli approcci che il modello Tavistock è riuscito ad elaborare nelle consultazioni psicoanalitiche con i cosiddetti “adolescenti difficili”.